19/05/2012

Notizie OGGI

Italia e il mondo in sintesi.

Archivio per dicembre, 2009

Uno schiaffo a Napoli, città «assuefatta alla criminalità organizzata» in atteggiamenti che sembrano quasi di rassegnazione. Parole dure quelle del Cardinale Crescenzio Sepe, pronunciate nel giorno speciale dedicato alla Vergine. «Napoli dica no alla camorra ma anche a tutti quegli atteggiamenti che alimentano la malavita, implorando la conversione di chi fa del male» – ribadisce Sepe in piazza del Gesù davanti all’obelisco dell’Immacolata. Riferendosi al discorso di Papa Giovanni Paolo II anni fa nella valle dei Templi ad Agrigento, Sepe fa un appello per la conversione dei camorristi ricordando che «un giorno verrà il giudizio di Dio». Conversione anche per chi pensa «di poter comprare il favore di Dio senza rispettare l’uomo» e a chi «calpesta il valore della vita e della morte». Poi aggiunge: «Vogliamo chiedere il perdono per il male che ancora sporca di sangue le nostre strade, la nostra vita, la nostra anima. Ma come possiamo chiedere la benedizione della Vergine per questa nostra amata terra, se non abbiamo il coraggio di lottare apertamente e quotidianamente contro la civiltà della morte che qui da noi si chiama camorra?» «Siamo tutti responsabili – ha aggiunto il Cardinale – non solo delle vite dei morti ammazzati nelle sparatorie ma anche di chi rimane schiacciato dall’assuefazione a un sistema malato». A Napoli, insomma, occorre un vero e proprio esame di coscienza dal momento che «tutti hanno bisogno di moralità»: dalla politica, all’economia, alla cultura, all’arte, al lavoro. L’appello del cardinale anche alla società civile: «si uccide ogni volta che cerchiamo una scorciatoia per un nostro diritto, scavalcando i diritti degli altri, quando non rispettiamo le regole, quando paghiamo il pizzo, ogni volta che il nostro particolare interesse o la nostra paura diventa più importante del bene comune».


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Salvo colpi di scena o imprevisti dell'ultima ora, l'incontro tra il leader della Lega e l'Arcivescovo di Milano si svolgerà l'11 dicembre nelle sede della Curia. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, ad accompagnare Bossi dovrebbe essere il ministro Calderoli e, probabilmente, Salvini


Mentre la Finanziaria approda oggi in Aula alla Camera, il ministro della PA Renato Brunetta ha escluso un taglio delle tasse fino al termine del 2010. Ma "ci sarà uno spazio per una manovra di 10-12 mld se però l'anno prossimo il Pil crescerà nell'ordine dell'1-1,5%"


Al cinema con la figlia Eleonora

Bruxelles, 8 dic. – (Adnkronos/Aki) – Rimangono “incertezze e fragilita’” sulla ripresa, per ora bisogna continuare con le misure di stimolo all’economia,mentre peggiorera’ la situazione sociale e occupazionale nel 2010. Riprendendo quanto gia’ affermato dai ministri dell’Economia, la bozza, di cui ADNKRONOS INTERNATIONAL ha copia, delle conclusioni del summit Ue di giovedi’ e venerdi’ lancia un messaggio chiaro. E’ troppo presto per parlare di exit strategy, prima bisognera’ vedere come andra’ la ripresa. E poi, quando si iniziera’ a ritirare le misure di stimolo, occorrera’ un coordinamento tra stati membri. “La situazione economica – si legge nelle bozza – si e’ stabilizzata, e la fiducia cresca. Le previsioni prevedono una debole ripresa nel 2010, seguita dal ritorno di una piu’ forte crescita nel 2011. Incertezze e fragilita’, pero’, rimangono,mentre l’occupazione e la situazione sociale, secondo le attese, dovrebbero ulteriormente deteriorarsi nel 2010″. “Per questo – prosegue il testo – le politiche in sostegno dell’economia dovrebbero restare in piedi ed esser ritirate solo quanto la ripresa sara’ pienamente assicurata”. (segue)


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U.S. Department of State

U.S. Department of State

Non c’è nessun caso diplomatico sulla condanna di Amanda Knox, l’americana di Seattle, condannata insieme al suo ex boyfriend Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. E’ la diplomazia italiana, nella persona del ministero per gli Esteri Franco Frattini, a cercare di abbassare i toni su quello che rischia di diventare un caso diplomatico, con l’interessamento annunciato nientemeno che del segretario di Stato americano Hillary Clinton. Sui giornali più autorevoli a stelle a strisce la pressione per un intervento della Casa Bianca resta alto ma il titolare della Farnesina, da Bruxelles cerca di gettare acqua sulle polemiche, sostenendo che, «da parte del segretario di Stato Usa non è arrivata nessuna critica alla sentenza dei giudici di Perugia». E in serata, direttamente da Washington, è giunto un pronunciamento del Dipartimento di Stato, per bocca del portavoce Ian Kelly, secondo il quale non c’è «alcuna indicazione che la legge italiana non sia stata seguita». Anzi, Kelly ha definito «giusto, aperto e trasparente» il sistema giudiziario italiano. «Il governo italiano – ha aggiunto – ha autorizzato il nostro personale consolare ad assistere al processo. Abbiamo potuto visitare periodicamente Amanda Knox e continueremo ad avere questo ruolo di verifica e di sostegno». Anche l’ex segretario di Stato Madeleine Albright si è espressa sul processo di Perugia dicendosi «sicura che la sentenza non sia stata dettata da sentimenti anti-americani perché nulla indica che non siano state seguite le regole penali in vigore». E anche dall’ambasciata americana a Roma è venuta una fumata bianca nei confronti del verdetto di Perugia.

«Gli Stati Uniti non commentano il sistema giudiziario italiano». Un assist che Frattini ha colto al volo: «E’ giusto e normale l’interesse dell’America». «Chi critica? – ha proseguito Frattini – Una petizione popolare guidata dai familiari della condannata, non certo Hillary Clinton». In effetti, nel corso della trasmissione di ieri della rete Abc, la Clinton – a una precisa domanda dell’intervistatore – aveva semplicemente ammesso di non conoscere la vicenda, limitandosi a dare la propria disponibilità ad ascoltare chiunque avesse perplessità sulla condanna della ragazza e a chiarire comunque di non aver espresso alcun timore al governo italiano. E’ lo stesso padre di Amanda, Curt Knox, ad ammettere di non avere avuto contatti diretti nè indiretti con la Clinton. E alla domanda se lui pensa che questo interessamento e queste pressioni possano essere utili per la figlia, risponde con altrettanta diplomazia: «La Clinton non potrà influenzare il processo. Ma diamo il benvenuto a chiunque si interessi del caso di nostra figlia». Secondo Curt, la ragazza è stata sottoposta «a un processo corretto nella forma. Siamo di fronte a un enorme errore giudiziario perché mia figlia è stata dipinta come un mostro durante tutte le indagini e questo può aver avuto un’influenza sulla decisione finale». di Italo Carmignani e Vanna Ugolini


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