Distesi, immobili, esanimi alla maniera delle vittime di camorra. Il “flash mob” viene inscenato a Napoli nel giorno della festività dell’Immacolata al termine del discorso anticamorra del cardinale Sepe: alcune decine di giovani, hanno così deciso di “urlare” il loro no alla malavita. Iniziativa singolare per sollecitare un’azione di contrasto contro la criminalità organizzata. Intanto altri giovani (proprio mentre il cardinale Crescenzio Sepe leggeva il messaggio alla città) hanno esposto dalle finestre del liceo Genovesi due striscioni per chiedere lavoro e contro la precarietà. Quindi giovani si sono ritrovati davanti alla chiesa barocca del Gesù, con gli abiti macchiati di rosso per simulare un omicidio. Ciascuno presentava sui jeans o sulle tshirt candide macchie vistose. Lo squillo di una tromba e tutti giù per terra, distesi come colpiti da una raffica di proiettili. Non è la prima volta che il popolo del web si mobilita per sottolineare con una manifestazione simbolica un allarme sociale.
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