
Saif al-Islam Gheddafi
Batte bandiera moldava ma l’Amalthea, nave salpata dalla Grecia con aiuti umanitari per i palestinesi è in missione per conto della Libia, anzi per Saif al-Islam, figlio del colonnello Gheddafi. Che vorrebbe addirittura salire a bordo sul finire della missione. Mentre c’è attesa sulle reali intenzioni dell’equipaggio. Vuole o no forzare il blocco israeliano in mare? Oppure si tratta soltanto di un’azione dimostrativa per attirare l’attenzione internazionale sulla drammatica situazione degli abitanti di Gaza, ma poi alla fine la Fondazione Gheddafi, che ha finanziato la spedizione, accetterà che gli aiuti raggiungano la popolazione palestinese via terra e dopo i controlli israeliani? Secondo fonti diplomatiche a Gerusalemme, citate dal quotidiano Haaretz, l’equipaggio ha deciso di dirigersi verso il porto egiziano di el-Arish, evitando quindi il tentativo di rompere l’embargo a Gaza. Ma l’emittente araba al-Jazeera sostiene invece che non ci sia stato nessun cambio di rotta per la nave, che dovrebbe arrivare presso le coste di Gaza entro due giorni al massimo, e il suo stesso capitano ha negato l’intenzione di dirigersi verso el-Arish. «Noi non trasportiamo armi o prodotti sospetti. A bordo non c’è altro che cibo, medicamenti e giovani pacifisti», ha assicurato Machallah Zwei, un rappresentante della Fondazione che viaggia sull’Amalthea. Zwei ha poi aggiunto che gli israeliani, se vogliono, «possono ispezionare il cargo e, se hanno un’oncia di umanità, ci lasceranno attraccare a Gaza». L’esponente della Fondazione si è appellato affinché «la comunità internazionale faccia pressione» su Tel Aviv per «far pervenire» gli aiuti umanitari a destinazione.
Sull’imbarcazione ci sarebbe un equipaggio di 12 persone, più 15 attivisti, che trasportano circa duemila tonnellate di aiuti umanitari. Israele resta inflessibile nella propria determinazione di impedire l’attracco al porto di Gaza dell’Amalthea. In una intervista alla radio militare il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha ribadito anche ieri che Israele non consentirà ad alcuno di forzare il blocco marino. All’Amalthea Lieberman ha dunque consigliato di raggiungere il porto egiziano di el-Arish, a poche decine di chilometri da Gaza.
Ma Gheddafi jr. sarà a bordo? Le autorità di Tripoli starebbero cercando di impedire al figlio del leader libico di raggiungere la nave di aiuti umanitari. Lo scrive il quotidiano arabo edito a Londra al-Sharq al-Awsat. Le autorità israeliane, per ora, non sembrano preoccuparsi troppo delle intenzioni dell’Amalthea. la Commissione di inchiesta militare presieduta dal generale (della riserva) Ghiora Eiland sul mortale blitz della marina militare israeliana alla nave turca di attivisti della Flottiglia, lo scorso 31 maggio, ha ammesso che sono stati commessi «errori», soprattutto al livello di alti ufficiali, ma non ci sono stati «fallimenti operativi» o gravi «trascuratezze».
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