Imbarazzo, stupore, disagio. La notizia che nonostante la sospensione i consiglieri regionali Roberto Conte e Alberigo Gambino abbiano, comunque, diritto a una parte dell’indennità lascia l’amaro in bocca. Soprattutto dopo un discorso all’insegna della moralità e della lotta agli sprechi. Gambino, ex sindaco di Pagani, è stato condannato per peculato a un anno e cinque mesi, pena confermata in appello. Il suo posto è stato preso da Monica Paolino. Conte eletto in Alleanza di Popolo a favore del Pdl è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per associazione camorristica. Gli è subentrato Carmine Sommese.
Quando si alza per prendere la parola lo sguardo è tutto rivolto ai componenti della Giunta che siedono al di sotto della presidenza. Alessandra Mussolini, giacchino blu e maglia viola, lancia la proposta di devolvere le indennità di tutti i consiglieri regionali a favore delle fasce deboli. «Si possono aiutare 1.800 famiglie. Non è molto e certo non si risolve il problema della disoccupazione, ma è un punto di avvicinamento tra la politica e la società». Rivolgendosi al capo dell’opposizione Enzo de Luca e agli altri la Mussolini aggiunge che «sbaglia chi critica la Giunta soprattutto se lo fa a prescindere». Tuttavia, per certi versi, la proposta della Mussolini trova sostegno da parte del presidente degli industriali napoletani Gianni Lettieri che invita i consiglieri regionali e provinciali a «dare un segnale tagliando i propri stipendi». Anche il vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, Cristiana Coppola, respingendo l’ipotesi di un aumento delle aliquote fiscali regionali per compensare il deficit della sanità, invita la classe politica campana a «dare un esempio».
Con 55 voti l’Aula ha approvato la convalida degli eletti e la deliberazione della giunta delle elezioni per la contestazione della incompatibilità dei consiglieri regionali. Un esercito: Stefano Caldoro (PdL, deputato), Mara Carfagna (PdL, Ministro e Deputato), Alessandra Mussolini (PdL, deputato), Luigi Cobellis (Udc, Sindaco), Vincenzo De Luca (Pd, Sindaco), Pasquale De Lucia (Udc, Sindaco), Enrico Fabozzi (Pd, Sindaco), Giovanni Fortunato (Caldoro Presidente – N.Psi,MpA,Adc,Dc; Sindaco), Eva Longo (PdL, Vice Sindaco), Sergio Nappi (Noi Sud, Sindaco), Raffaele Topo (Pd, Sindaco); Ugo De Flaviis (componente CdA Arpac), Pietro Foglia (Udc, Presidente Consorzio Asi Avellino). Entro 25 giorni le sentenze. Intanto è aperta la questione sui ricorsi presentati da privati cittadini notificati al Governatore (ma pure a Mussolini e Carfagna): Caldoro entro il 25 maggio dovrà quindi comunicare le dimissioni da parlamentare. Diversamente dal giorno della notifica del ricorso (entro 15 giorni) il Tribunale di Napoli (in mancanza delle dimissioni da Montecitorio) ne dichiarerebbe la decadenza da presidente della giunta regionale.
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